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San Tomaso Agordino

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


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Chiesa Parrocchiale di San Tomaso Apostolo

La prima chiesetta dedicata a S.Tomaso Apostolo sorgeva poco sopra l’attuale villaggio di Celat, capoluogo del comune (sede del municipio e della chiesa stessa) Di essa non rimane alcuna traccia, ma alcune pergamene conservate nell’archivio parrocchiale testimoniano che esisteva già nel sec. XIII. Non si conosce la data di costruzione dell’attuale chiesa parrocchiale; il 1381 è il primo anno in cui compare in un documento, in quell’anno infatti fu riconciliata dopo una profanazione.
La struttura attuale della chiesa fu assunta nel 1740-44 , dopo vari ampliamenti e restauri subiti nel corso dei secoli , come testimonia l’iscrizione a finta lapide sopra la porta laterale.
Il rivestimento ligneo del coro è del 1763. Il campanile, eretto nel 1483 , fu rialzato nel 1753.
Fra gli elementi di spicco della chiesa si segnalano il battistero (a sinistra di chi entra), che risale probabilmente al 1584, e porta scolpiti lo stemma e le iniziali di Jacobus Salcis, arcidiacono.
La tela dell’altare maggiore , di autore ignoto, che rappresenta l’Assunta e arieggia nella luminosità quella del Tiziano, pur non avendone il respiro.
La chiesa possiede inoltre tre dipinti di Angelo Cimador, risalenti agli anni 1746-47. Due di essi sono collocati sugli altari laterali (del 1646 , lavorati con pregevoli intagli). A sinistra di chi entra è raffigurata la Vergine con angeli e santi, a destra S. Antonio abate , S. Francesco d’Assisi , S. Rocco. Il terzo dipinto del Cimador si trova sopra la porta principale, a destra, e rappresenta la Beata Vergine con angeli e Santi. E’ forse il migliore dei tre. La tela a sinistra sopra la porta principale (di autore ignoto probabilmente settecentesco) rappresenta la Beata vergine del Rosario, con S. Domenico, S. Caterina da Siena, S. Giovanni Battista e S. Pietro. Attorno girano alcuni medaglioni con i misteri del rosario.
Nel 1801 si costruì la Cantoria, sopra l’ingresso principale, per collocarvi (nel 1802) un pregevole organo di Gaetano Callido, che è stato restaurato nel 1999 ad opera della famiglia artigiana Fratelli Ruffatti di Padova.

Alessia Costa

 

        

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