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San Tomaso Agordino

Provincia di Belluno - Regione del Veneto


Cenni storici

BREVI CENNI SUL CASTELLO DI AVOSCAN

Il casato dei Conti di Avoscano dominò per circa venticinque anni la storia dell'Agordino nel corso del XIV secolo, quando tale territorio era in mano agli Scaligeri.
La nobile famiglia aveva come propria residenza fissa un castello eretto pochi chilometri a monte di Cencenighe - luogo dove il torrente Biois si immette nel Cordevole -, presso l'abitato di Avoscan (attuale frazione di S. Tomaso Agordino).
Tale maniera, a detta di alcuni storici tra cui I. VALLAZZA1, sarebbe stato edificato al tempo delle invasioni barbariche e avrebbe avuto un ruolo determinante, per le popolazioni residenti in zona, nella difesa contro i nemici che scendevano a Caprile da Livinallongo.
La sicurezza che i resti dell'edificio fossero ancora visibili nel primo decennio del XX secolo ci viene fornita da due testimonianze: la prima è uno stralcio di un'opera di G. FERUGLIO2 : " [.. ] Nella frazione di Avoscan che come abbiamo veduto si trova sulla strada carrozzabile si vedono i ruderi del Castello dei Conti di Avoscan conosciuti anche col nome di Guadagnin o Vadagnin. Quasi sotto i ruderi sgorga una sorgente di acqua solforosa"; la seconda è tratta da un'opera di I. VALLAZZA3 : "Il castello, di cui al presente pochi ruderi ricordano l'esistenza, secondo la tradizione, fu eretto da una sorella di quella che fabbricò quello di Andraz."
A questo proposito, in riferimento all'edificazione della fortezza, la tradizione vuole che proprio tre sorelle, tra loro inimicate, abbiano in passato costruito tre castelli: quello di Avoscan, quello di Rocca e infine quello di Andraz. Non si hanno notizie sulle origini di tali sorelle, probabilmente nate dalla fantasia di chi voleva nascondere l'identità dei veri costruttori, forse appartenenti alla stessa famiglia.
A detta di F. TAMIS4 "il castello comprendeva un complesso di solidi edifici, alla maniera di fortilizio, e si estendeva anche lungo tutto il piccolo pendio, occupava il piano dove oggi passa la strada pubblica, e finiva sulla sponda del Cordevole".
Attualmente nel luogo dove sorgeva tale costruzione sono state edificate nuove abitazioni e quindi non rimane più nulla o quasi di quello che in passato è stato un cosi importante punto di riferimento.

 

1  I. VALLAZZA Livinallongo.  Memorie storiche e geografiche, Tip. Piave, Belluno, 1984.
2  G. FERUGLIO, Guida Turistica del Cadore, Zoldano e Agordino, Tolmezzo, 1910, p. 383.
3  I. VALLAZZA, op. cit.,p.65.
4  TAMIS, La Signoria degli Avoscano, p. 2, Feltre, 1954, in .Il Capitanato di Agordo dalle origini al dominio veneto, “Archivio Storico di Belluno, Feltre e Cadore”, XXIV-XXV - nn. 124-125-126-127-128, Feltre, 1961.

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